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PREMIO CARLO VITTONE III EDIZIONE 2018-2019 

TEMA:  La tecnologia è magia?

Siamo sempre più dipendenti dalla tecnologia e dagli apparecchi digitali. Le nostre giornate sono scandite da connessioni, tastiere, display. E se un giorno, all’improvviso il click non funzionasse?

LUOGO: BIBLIOTECA TRIANTE – 8 GIUGNO 2019 – h. 17,30 circa

 

COMITATO: Eva Giori (Presidente), Antonio Cornacchia  (Vice-Presidente), Paolo Paleari (Segretario) e Valeria Dolino (Consigliere) - Felice Camesasca (Tesoriere) e Rosario Montalbano (socio promotore)

GIURIA: Michela Tilli (scrittrice e traduttrice), Edi Minguzzi (saggista e docente di greco presso Università degli Studi di Milano – Presidente Giuria e Socio Onorario) e Nicoletta Malegori (docente scuole superiori di lettere in varie scuole)

SPONSOR:  Patrocinio del Comune di Monza e della Provincia di Monza e Brianza

MEDIA PARTNER:  la rivista Vorrei che in autunno curerà la pubblicazione in un ebook dei racconti dei dieci finalisti.

 

FINALISTIE E VINCITORI 

 

10° Classificato  MARIO TRAPLETTI MARIO, Roma

titolo del racconto: CLICK.NIENTE

giudizio giurati: Forma scorrevole e piacevole; originale l'invenzione dei nomi propri, che ricalcano gli oggetti e le funzioni dei computer.

note sul racconto: realtà o sogno? Dormo o son desto? Fin dagli esordi, il racconto è un piacevole intreccio di fantasia e realtà dove con ironia viene descritta la nostra dipendenza dagli smartphone, dai tablet, dai social per comunicare con gli altri, fino a quando al “click” non segue l’accensione ma l’immobilità. Tutto tace, nulla si muove; per poter comunicare o fare vengono rispolverati i vecchi strumenti “a manovella”. La folla si muove inebetita, attonita con lo sguardo fisso sui display ormai immoti; ma forse è solo un brutto incubo, sicuramente se mi volto dall’altra parte tutto sparirà e … drinnn … la sveglia … meno male era solo un sogno … ora dopo la doccia, prendo il cellulare e controllo la posta, ma click … niente, click … niente.

questo breve ed originale racconto con personaggi i cui nomi ricordano i devices dei computer: Gigi Tascrin, Velio Blututti e Peppo Pendraivi, descrive egregiamente l’assillo e la preoccupazione che inconsciamente ci segue ogni giorno: un possibile blackout mondiale. 

 

9° Classificato MANUELA CORSINO, Nave (BS)

titolo del racconto : L’IMPREVISTO

giudizio giurati: Ben articolato, coerente ed avvincente; paradosso protratto.

note sul racconto: a tutti nella vita capita di avere dei momenti in cui tutto va male e così è un questo breve ma intenso racconto. Per un’intera settimana, un esperto di domotica si trova prigioniero della sua casa super tecnologica, dove tutto risponde ad ogni suo comando vocale proprio come per magia. Tutto era stato progettato anche per evitare ogni eventuale blackout, con piani di emergenza ma che purtroppo non funzionano; ogni eventualità era stata prevista tranne quella che le mancasse la voce. I suoni rauchi e gutturali che emette non riescono ad attivare tutti i suoi meravigliosi strumenti e solamente dopo giorni senza cibo, senza possibilità di mettersi in contatto con il resto del mondo, ferito ad un piede per un piccolo incidente casalingo, il fratello lo salva letteralmente da morte certa di inedia. Il finale è un monito a non abusare della tecnologia, un’insana abitudine quasi quanto ogni altra dipendenza.

 

8° Classificato ROSANNA FANELLI, Novara

titolo del racconto: FORSE DOMANI

giudizio giurati: Coerente e coeso; ispirato da 1984 di Orwell: è un bel lavoretto …

note sul racconto: in un prossimo quanto mai lontano futuro, un grande fratello personale, “un elaboratore familiare,” in breve EF, potrebbe accompagnare la nostra quotidianità, regolando tutte le nostre azioni e funzioni vitali. Gli uomini sono ridotti anch’essi a degli automi in carne e ossa, programmati dalla nascita, il loro lavoro, la famiglia, lo stato d’animo; tutto è controllato da EF che rileva ogni variazione, che incita ad un miglior rendimento, che non comprende il motivo per il quale Marco appare quel giorno così svogliato, senza entusiasmo.  “Lui”, il cervello manovratore realizzato e imposto dalla Società non capisce che è avvenuta una metamorfosi, un mutamento che porterà a distruggere quella presenza arrogante e insolente per dar libero spazio alle sensazioni vere, umane, a quell’espressione di leggiadra bellezza che Marco legge sul volto della sua compagna dormiente accanto a lui.  In un attimo EF è ridotto in piccoli pezzetti e seppur il gesto sia liberatorio, la Società non tarda a redarguire e giudicare.

 

7° Classificato FEDERICO PAGNOTTI, Sorrento

titolo del racconto: GENERAZIONI

giudizio giurati: E' una parabola di ingenuo ottimismo. (Coerente e coeso)

note sul racconto: quando i cassettini della memoria e dei ricordi non sono soltanto dei contenitori e si aprono, rilasciando dati e nozioni che sono molto diversi da quelli che attraversano l’etere. Un album di fotografie sfogliato tempo addietro e delle canzoni possono restare inconsciamente latenti fino a quando il nostro cervello le elabora. Mentre sta cercando di risolvere il problema che ha reso muto il suo cellulare, un quindicenne incontra un ragazzo, che poi scoprirà essere il padre alla sua età, e intavola con lui una piacevole chiaccherata diversa da quelle a cui è abituato con i suoi amici di chat. Riscopre l’emozione di parlare con qualcuno “vivo” … ma è solo un sogno.  Al risveglio però decide che il cellulare non è indispensabile per quel giorno; i suoi amici lo redarguiscono per le mancate risposte ai loro messaggi, lo isolano. Al rientro a casa svela al padre il motivo del suo silenzio e della sua malinconia, le parole scambiate col padre gli faranno capire che nulla può sostituire la calda sensazione che si sente nel cuore di una relazione vera con quelle, seppur numerosissime amicizie virtuali.

 

6° Classificato SARA CALZAVARA, Meolo (VE)

titolo del racconto: LA NOTTE CHE VORREI

giudizio giurati: Contenuto convincente e personale (qualche imprecisione morfologica).

note sul racconto: Un fine giornata come altre, un’adolescente che chatta con l’amica del cuore, l’unica amica vera, il pensiero corre all’indomani mattina, alla scuola e al tema in classe che dovrà svolgere, probabilmente un titolo assurdo; meglio non pensarci e dormire.  Ed ecco che al risveglio si trova catapultata in una casupola di campagna, in compagnia della madre, di una sorella piccolissima, di tre fratelli, del padre e dei nonni. Fuori nevica e il freddo è pungente anche in casa, tranne che accanto al focolare e al tavolo dove consumano una cena di polenta fumante e calda accompagnata da una minestra povera. Con espressioni poetiche di un piccolo mondo antico, l’autrice descrive un passato, ricordi dei nonni che con entusiasmo e nostalgia descrivono a chi ha pazienza di ascoltare. La realtà contadina di qualche decennio fa, povera di oggetti senza luce, riscaldamento e “comodità”  tecnologiche ma ricchissima di sentimenti, di affetti, di amicizie improvvisate che scaldano il cuore. Un sogno, che finisce e seppur il risveglio sia traumatico con i clacson, la sporcizia e il traffico, quel tuffo nel passato ha rischiarato una giornata che si prospettava anonima e grigia,

 

5° Classificato PAOLO MENEGHINI, Carrè (VI)

titolo del racconto: IL MAGO DI OZ

giudizio giurati: Non convenzionale, limpido,efficace, semplice.

note sul racconto: ad ogni cambio di millennio viene prospettato un evento catastrofico che modificherà profondamente la vita conosciuta. Così è stato nell’anno 1000 e nella notte tra il 1999 e il 2000. Tutti pronti a superare l’inevitabile debug che poi si era rivelato un bluff. Siamo nel 23° secolo dove tutto è computerizzato, con la voce si comandano gli oggetti, i robot eseguono ogni nostra richiesta, che comodità !!! anche i desideri sono anticipati prima che la mente li concepisca. Eppure come in ogni bella favola non manca l’orco, il Mago di OZ che preannuncia la catastrofe, un evento che modificherà tutto. Memori delle precedenti “bufale”, nessuno si preoccupa se non di preparare i festeggiamenti e invece … sciagura e rovina si abbattono su di loro. Senza botti, sena esplosioni e cortocircuiti e scintille, un seplice BZZZ e tutto si spegne. Muovendosi a stento l’uomo, dopo un primo sgomento, respira a pieni polmoni l’aria orami libera da ogni scarica elettrica e distingue i suoni e le essenze della natura, risvegliando la memoria di profumi dimenticati come quello di un buon risotto all’onda.

 

4° Classificato DAVIDE PALMARINI, Sesto Calende (VA)

titolo del racconto: IL GRAN BOTTO

giudizio giurati:  Ben articolato, originale nell'elaborazione del contenuto; molte tematiche.

note sul racconto: e finalmente è successo […] giù nell’antartico la calotta di ghiaccio si era fessurata all’improvviso in tre parti con un casino tale che fu sentito praticamente in tutto l’emisfero australe.[…]  Prima del “Gran Botto” la quotidianità era scandita dal lavoro, ripetitivo in ogni gesto, ogni giorno, uno dietro l’altro, inconsapevoli che […] da qualche altra parte del mondo ci fossero persone in carne, ossa e denti.  Un odontoiatrico, dopo il crack, quel cambiamento radicale che, pena l’estinzione della stirpi umana, ha portato ad eliminare l’uso dell’auto, degli sprechi energetici e di internet, riscopre un modo di vivere che era stato sempre lì, attorno a lui, ma che, come tanti altri, non vedeva. Rivaluta le piccole cose e quelle persone che ignorate dai più, dalla tecnologia danno una sferzata vigorosa alla vita con i loro gesti lenti e la loro “umanità” e i loro ricordi … i vecchi - casomai io un giorno non ci fossi più - … 

 

3° Classificato IVAN CASTELLANI, Monza

titolo del racconto: PAGLIUZZE D’ORO

giudizio giurati: C'è cultura, efficacia e scioltezza espositiva, conoscenza del gergo tecnico che viene usato con sottile ironia. coerenza e coesione. Convincente e personale.

note sul racconto: Lucapp, Dave e Takumi: tre ragazzi come altri, piccoli geni informatici che ricordano dei giovani Bill Gates; distanti tra loro, uno in Nord Italia, uno in America e l’altro in Giappone, mettono in atto un attacco degno del miglior hacker e fanno collassare il mondo come lo conosciamo. In pochi millesimi di secondo trilioni di dati intrappolati nei computer vengono cancellati per sempre. Il caos regna imperituro su tutto il pianeta e per poche settimane si ritorna alla quotidianità degli anni precedenti il secondo millennio. Si rispolverano le apparecchiature analogiche, i libri di carta, i registri e le sfruscianti banconote. Con sottile ironia, il racconto si svolge, descrivendo un futuristico ma possibile scenario che sembra ormai dimenticato. Ma è solo parvenza, quello ZERO che ha scatenato la follia è solo un cerchietto vuoto che apparentemente nasconde quei i dati, le immagini e le cifre dei conti correnti che in realtà sono lì dove erano sempre stati ma nascosti da un sottile velo, da una cortina che può essere squarciata da uno sguardo: quello di una ragazza, Martina, compagna adolescente di Lucapp, che piagnucolante brandendo il suo cellulare senza vita, lo implora a riportare tutto alla “normalità”.  Le pagliuzze d’oro negli occhi lacrimosi valgono più di qualsiasi altra cosa, anche di essere scoperto e punito per la sua bravata.   

 

2° Classificato LUIGI BRASILI, Tivoli (RM)

titolo del racconto: ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE

giudizio giurati: Immagini di un mondo devastato dalla tecnologia. Discreta padronanza delle tecniche di scrittura. Coeso, coerente e fantasioso.

note sul racconto: Come potrebbe essere la terra ormai consumata e deturpata dall’incuria dell’uomo egoista? Un brevissimo racconto nel quale persone deformate, sopravvissute in un mondo ormai grigio, decadente e contaminato da qualcosa di impreciso. Uno scenario che ricorda le fantasiose descrizioni di un possibile futuro in una terra ormai alienata; la natura così come la conoscevamo è scomparsa, ma solo apparentemente.  Vive nei ricordi, nei pochi scatti fotografici, ma soprattutto nei sogni del “Vecchio”, il capo, di un piccolo gruppo di uomini e donne che tentano di resistere nell’attesa che la Vita, con la V maiuscola, ritorni.

Tratto dal racconto:

[…] basta una piccola disattenzione per scatenare una catastrofe. E dopo, diventa difficile mettervi riparo. Una volta era diverso, prima che succedesse tutto. La gente non si curava degli altri, come non si curava della Terra …

[…] basta una leggerezza per distruggere l’anima, la vita di una persona …

ma ecco la speranza nel finale […] venite, venite a vedere! … un fiore, guardate, un fiore rosso! … E quello è il sole? … sì, è il sole … sorrideva, il Vecchio. E piangeva.

 

1° Classificato ANTONIO CORDEDDA, Sassari

titolo del racconto: LOGICO: ANALOGICO!

giudizio giurati: Brioso, efficace originale. Ben scritto. Fantasioso e coinvolgente.

note sul racconto: “Che lo show abbia inizio!”, un incipit che potrebbe dire tutto e niente; invece sono proprio queste poche parole, ormai di uso comune, un presagio degli avvenimenti successivi. Una coppia quarantenne che vive in una non ben definita cittadina (ma la descrizione dei dintorni richiama alla mente una delle nostre regioni italiane più belle seppur poco conosciute …), dopo diversi decenni di anonimo lavoro in ufficio, decide di dedicare il resto della loro vita alla coltivazione di un appezzamento di terreno ricevuto in eredità da uno zio. Proseguendo nella lettura, le vicende quotidiane vengono descritte con perizia, ricche di particolari necessari per comprendere l’evento culminante. L’autore unisce elementi agresti e quasi sentimentali alla fantascienza: la scoperta di un cubo di pietra con inciso dei nomi, dei quali l’ultimo è proprio quello dello zio, dà inizio ad un crescendo che coinvolge il lettore a proseguire per scoprire il mistero dei “bigattini”, larve della mosca carnaria che in gran quantità si disperderanno nella casetta della coppia e poi … il buio, tutta l’elettricità sembra svanita. Nessun apparecchio funziona, ma … tratto dal racconto – […] sparirono i computer e con essi i calcoli con infinite potenze, i social networks, gli youtubers, gli haters. Ma furoreggiarono le sale da ballo, gli oratori, i teatri. Sparirono gli aerei e con essi gli aeroporti con dentro i musoni che attendono il loro volo. Ma viaggiare da allora significò percorso e non solo meta […].  Il finale, però, riserva una sorpresa che potrebbe racchiudere la soluzione per un’esistenza più semplice e più faticosa, ma sicuramente più serena.

 

 

 

La scadenza per l'invio dei racconti per partecipare all'edizione 2019 del Premio Vittone è prorogata al 30 aprile.

Premio Carlo Vittone
Bando della III Edizione,
2018-2019

Locandina 2019 400

Premio Carlo Vittone
Bando della III Edizione 2018/2019

Con riferimento alle modalità di partecipazione qui di seguito specificate ed al regolamento pubblicato sul sito www.carlovittone.it, viene bandita la terza edizione 2018/2019 del “Premio Carlo Vittone”.  Il premio, intitolato alla memoria di Carlo Vittone, è stato istituito nel 2015 e vuole proseguire nel suo scopo di ricordare ed onorare la sua figura e il suo operato di letterato, docente e scrittore attraverso l’elaborazione di opere narrative inedite.

Tema dell’edizione 2018/2019:
La tecnologia è magia? 
Siamo sempre più dipendenti dalla tecnologia e dagli apparecchi digitali. Le nostre vite e le nostre giornate sono scandite da connessioni, tastiere, display. E se un giorno, all'improvviso il click non funzionasse?