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Ho avuto l'onore di avere Carlo Vittone solo l'ultimo anno dell'Istituto Statale d'Arte di Monza, ed è stato un bel periodo quello passato.
Venivo da una situazione difficile che non sto qui a spiegarvi, seguivo una programmazione differenziata rispetto agli altri, ma in verità è che non ero abbastanza forte come lo sono adesso.
La scuola mi annoiava, non trovavo motivo di andare avanti, ed ero sempre in procinto di mollare.
E Carlo (se così lo posso chiamare) è uno di quei professori che hanno ridestato il mio interesse per la storia e la letteratura.
Non so spiegarmelo, ma mentre negli anni precedenti ero sempre nell'ultima fila, con Vittone passavo in prima linea; sarà stata la sua capacità innata di introdurre l'argomento con velati "gossip storici" come li chiamavano gli altri studenti... non comprendo bene, solo so che grazie a lui so molte più cose che avrei potuto imparare prima (ed altre ne ho imparate adesso), la sua cultura mi apriva il cuore, mi lasciava spazio per immaginare... senza uscire dai binari della materia.
Mi ha insegnato il significato del romanticismo, il valore ed il potere della parola...
ES: durante la mia prima prova d'esame presi il massimo, non lo speravo, ma conservo ancora la brutta copia di quel tema scritto a mano.
Lui venne da me, mi guardò con il suo cagnolino al guinzaglio e mi disse: bravo, hai fatto il miglior tema!
Ed io, da spaccone quale dimostro di essere gli risposi: beh lo so! Credo dentro abbia sorriso.
E poi lo TEMPESTAVO di domande... pover'uomo, solo sullo sbarco dei mille a Calatafimi nel Risorgimento Italiano ricordo di averlo interrotto almeno 10 volte.
L'ho fatto disperare.
Ma mi apprezzava, credo.
Ricordo con gaudio e tante risate (compiante) la volta che divagò sulla spiegazione di storia ed andò a parlare di Las Vegas, di quella volta, in un viaggio negli Stati Uniti, dove siccome all'ingresso dei casinò non si pagavano le vivande, lui ed i suoi amici si mangiarono una pentola INTERA di tortellini alla panna...
In più quell'uomo era una fonte molto POTENTE di conoscenza, spiegava un argomento, poi deviava dal contesto, poi vi ritornava e mi insegnò come si trasmette il Colera.
E di come Lord Byron (noto poeta inglese, condottiero ed anche grande donnaiolo, assimilabile al nostro Gabriele D'Annunzio) amasse farsi delle belle passeggiate a cavallo a TORSO NUDO sulle spiagge dal vento gelido dell'atlantico.
E tante ne avrei da raccontare, solo che sarebbero troppe per un solo pensiero, per un uomo che, per me,
è stato un esempio, ed un "maestro" se così si può definire.
Nell'ultima riga credo di dover esprimere le mie emozioni, ed il mio cordoglio di fronte al suo funerale, un anno fa.
Avevo i ray ban, non pensavo di poter più versare lacrime in tali circostanze...
Quando vidi il dolore ed il discorso della figlia però una lacrima mi calò lentamente sulla guancia sinistra.
"la lacrime non sono altro che la pioggia che ridona lucentezza negli occhi di chi ancora langue nel mondo dei vivi"
Tutto dolore che serve, mentre scrivo queste righe in tua memoria.
Ciao Carlo.

A.M. (studente ma non vuole indicare il nome)

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