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 Filosofo, letterato, germanista, scrittore, editore, ma anche integerrimo uomo politico, Carlo Vittone nasce a Roma il 20 agosto 1955. Difficile poter descrivere, in poche frasi, la sua spiccata vivacità di pensiero, la sua eclettica genialità, inaspettatamente spente lo scorso 5 luglio 2013.

Nel 1974, dopo avere conseguito il diploma di maturità scientifica presso il liceo “P. Frisi” di Monza, frequenta come borsista la Classe di Lettere e Filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e presso la medesima Università. Questa è solo la prima delle numerose borse di studio che vincerà e che gli permetteranno, negli anni successivi fino al 1980, di arricchire la conoscenza di lingue straniere come il russo, il francese, l’inglese e principalmente il tedesco. E’ soprattutto grazie alla borsa di studio e alla frequenza presso l’Università “Ruhr Universitat” di Bochum (Germania) che perfezionerà la lingua tedesca e contestualmente gli studi di filosofia e romanistica di tale cultura.

 

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Nel 1979 consegue la prima laurea in Filosofia presso l’Università di Pisa con la tesi Naturphilosophie- La filosofia della natura del giovane Hegel, mentre l’anno successivo con la tesi Note ai primi romanzi di Peter Handke consegue la seconda laurea in Lingua e Letteratura Tedesca : inutile precisarlo, “magna cum laude”.

In virtù del suo costante ed inesauribile desiderio di scoprire ed apprendere, parteciperà negli anni successivi fino al 1987, a numerosi seminari e conferenze specificatamente indirizzati alla filosofia hegeliana, esperienze che, unite alla sua acutezza, già nel 1981, a soli 24 anni, gli permetteranno di tradurre e pubblicare un testo inedito in Italia, appunto del famoso filosofo tedesco : Aforismi Jenensi (Hegels Wastebook, 1803-1806). Questo è solo l’inizio della sua carriera di scrittore, traduttore e, conseguentemente, di editore.

Quantunque la sua vita sia principalmente dedicata allo studio, all’approfondimento e alla ricerca personale, la sua concezione del sapere è soprattutto la diffusione di esso, la cultura quale patrimonio universale e quindi rivolta verso chiunque sappia apprezzare tale patrimonio.

Docente per ventotto anni presso l’Istituto Superiore d’Arte (ISA) di Monza insegnando lettere italiane, storia e filosofia, negli anni dal 1995 al 2010 è anche collaboratore presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bergamo, dove ha tenuto corsi sulla letteratura tedesca e sulle tecniche della traduzione.

In questo lungo periodo ha saputo coniugare la carriera scolastica con altre ben più diversificate attività – uomo politico, consulente alle attività culturali e giornalista - , occupazioni unite tutte da un solo comune denominatore : l’affetto per la sua città, Monza.

 

 

Nel 1992 viene eletto Consigliere Comunale ed Assessore al Parco per i Verdi nella prima giunta Moltifiori a guida leghista. Fu una breve avventura che si concluse nel dicembre del 1993, quando presentò le dimissioni dall’esecutivo dopo lo stravolgimento della sua bozza per il rinnovo della convenzione per l’Autodromo. Decisione sofferta ed inevitabile, da lui stesso motivata in un’intervista rilasciata qualche anno dopo:

Per quanto riguarda la vicenda dell’autodromo si trattò di un vero diktat: dopo mesi di trattativa con la SIAS e due riunioni di giunta, si era arrivati ad approvare un testo che poteva essere considerato un’onorevole mediazione. Ma la mattina del giorno in cui quel testo doveva essere portato all’approvazione del Consiglio Comunale, fui chiamato da Moltifiori che me ne presentò un altro, profondamente diverso. Capii che non c’era spazio per ulteriori mediazioni e rassegnai le dimissioni. Non so se fu una giusta scelta, forse aveva prevalso l’impulsività, forse sarebbe stato possibile continuare una certa battaglia dall’interno, forse avrei dovuto fare in modo che fosse Moltifiori a silurarmi, forse anche gli attacchi che avevo ricevuto dalla “sinistra” e da alcune associazioni ambientaliste persino sui contenuti della mia bozza mi avevano politicamente “stritolato”. Chi può dirlo? Ma nella vita, anche in quella politica, ho sempre cercato di essere un “hombre vertical” e così me ne andai.”

Ciononostante il suo interesse per la conservazione e il rispetto del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico del Parco, della Villa Reale di Monza e della città di Monza in generale, lo spingono a continuare l’impegno politico ancora per qualche anno, ricoprendo l’incarico di “semplice” consigliere comunale fino al 1997.

Conclusa la carriera politica, svolge in seguito una doppia simultanea ed intensa attività di consulente alle attività culturali e di editore. Nel 2000, infatti, esordisce nel campo della piccola editoria con la nascita della sua piccola ma intraprendente casa editrice: la Vittone Editore, l’unica presente sul territorio monzese.

 

Negli anni compresi fra il 1996 ed il 2007 alterna questi due business, proseguendo il secondo fino al 2013, inserendovi inoltre una parentesi giornalistica (2001-2007) di critico cinematografico in Domeus, un’originale avventura telematica nata in collaborazione con altri professionisti monzesi di Forum-Monza, piattaforma online dedicata alla vita pubblica monzese ed aperta alle opinioni dei cittadini.

Nella sua veste di consulente alle attività culturali organizza numerosi eventi:

presso il Comune di Brugherio,

  • mostre d’arte dedicate a Filippo De Pisis, I capolavori del dolore; a Max Squillace. La luce e l’ombra; ad Ettore Calvelli: sculture, medaglie, disegni;

  • mostre scientifiche, Le macchine di Leonardo;

  • prettamente letterarie, Il libro in piazza e i Martedì della Biblioteca;

  • rassegne musicali, Jazz in piazza, manifestazione che successivamente darà origine all’attuale Brianza Open Jazz Festival;

 

e presso il Comune di Monza, dove nel 1999, è ideatore ed realizzatore della prima edizione di LibrinVilla – Piccoli editori in mostra presso la sua amatissima Villa Reale.

La sua attività d’inventore di eventi viene però meno quando si scontra con la realtà politica dalla quale si era distaccato e che, nello stesso anno 1999, non gli permetterà di realizzare il Monza Funny Film Festival, manifestazione progettata in collaborazione con il critico romano Franco Cauli; così come successivamente nel 2007, il Festival dell’ambiente Aria-Acqua-Terra-Fuoco, progetto dedicato alla sensibilizzazione delle problematiche ambientali, che rimarrà effettivamente “sulla carta”.

Parimenti cospicuo il numero delle sue pubblicazioni, alcune delle quali pubblicate con pseudonimi, sagaci ed ironici anagrammi del suo nome: Ivo Carletton, Valerio Cottin, Nicola Vrotte.

 

Uomo di cultura a 360°, conoscitore del mondo a “tutto tondo”, il cui impegno civile è la mera espressione della punta dell’iceberg nascosto ai più. Instancabile viaggiatore, ha raccolto nei suoi numerosi viaggi intorno al mondo oggetti che per lui e per chi lo conosceva profondamente non erano “semplici” souvenir, ma pezzi di quel puzzle intellettuale per il quale gli amici lo definivano esperto di ogni argomento, affermazione che lui stesso, modestamente, rifiutava : “io so solo un pochino di tutto e soprattutto non bene”.

Uomo affabile, disponibile e allo stesso tempo riservato. Pochi hanno avuto la possibilità d’incontrarlo a casa, costruita personalmente mattone su mattone, ricolma di utensili, apparecchi meccanici e scientifici delle più svariate misure ed usi.

Un loft completamente occupato, in gran parte da innumerevoli libri : testi scolastici, manuali, libri di poco e grande pregio. A lui si poteva chiedere qualsiasi cosa, qualsiasi testo, dal manuale per il carpentiere a quello di come imparare a suonare la chitarra, romanzi e saggi di qualsiasi genere ed argomento, così come libri “impegnati”, sconosciuti ed in lingua originale.

Ma quello che maggiormente lo caratterizzava era la sua sensibilità verso il prossimo.

Non importava chi fosse, un familiare, un amico, uno sconosciuto incontrato per strada, sensibilità che qualche anno fa lo spinge a “scomodare” amici giornalisti ed un noto primario per aiutare un disabile che quotidianamente vedeva all’incrocio di casa.

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